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C’è una Foggia che ama esserci e metterci la faccia

C’è una Foggia che ama esserci e metterci la faccia. Una Foggia che ascolta, che partecipa e che vuole provare a cambiare le sorti del proprio destino. Non distruggendo, ma costruendo. Costruendo dal basso una proposta alternativa capace di ridurre le disuguaglianze, redistribuire opportunità e benessere e non lasciare indietro le fasce più fragili della nostra comunità.
 
È la Foggia che lotta per i diritti degli altri. Che sa essere altro rispetto alle beghe, agli affari, agli inciuci e agli interessi particolari. È la Foggia che, nonostante tutto, continua a credere che si può fare. E che si deve fare. Perché non può essere tutto qui. E tre anni sono un tempo troppo breve per giudicare definitivamente un percorso, ma soprattutto per arrendersi e riconsegnare la città a chi vorrebbe riportarla indietro. Noi quel passato non lo dimentichiamo. Un passato che ha trascinato Foggia nel punto più basso della sua storia, fino allo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose.
 
Per questo il nostro ingresso in maggioranza resta, prima di ogni altra cosa, un atto di responsabilità e di difesa della città. Avremmo potuto unirci al coro dei disfattisti. Avremmo potuto dire che avevamo previsto le difficoltà di governare una coalizione così eterogenea. Sarebbe stato facile stare fuori, indicare ogni errore e aspettare che tutto crollasse. Abbiamo scelto un’altra strada: provare a cambiare le cose da dentro, assumendocene anche il peso e la responsabilità.
 
Perché c’è una città che aspetta e non possiamo rassegnarci alla narrazione secondo cui tutto sarebbe sbagliato. Non lo è.
 
È vero: tante cose ancora non funzionano e tante devono funzionare meglio. Ma tanto è stato fatto e tanto altro vedrà la luce nei prossimi mesi e nei prossimi anni. Perché il lavoro vero, quello meno rumoroso e più difficile, paga alla distanza. Adesso il nostro impegno — e il mio personale — deve concentrarsi ancora di più sulla quotidianità. Sulle piccole e grandi criticità che incidono sulla vita delle persone. Dobbiamo essere più incisivi, sciogliere quella matassa di competenze, responsabilità e ritardi che troppo spesso rallenta le risposte e ricostruire una coesione capace di restituire fiducia, generosità e futuro alla nostra gente. Questa è la nostra missione.
 
E finché ci sarete al mio fianco, continueremo a portarla avanti insieme. Con impegno. Con passione. Mettendoci sempre la faccia.
 
Passano gli anni.
Ma noi siamo noi.
E siamo ancora qua.
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